
Madrid, 27 ottobre 2026.– Negli ultimi anni, la funzione Legal e Compliance si è evoluta per affiancare più da vicino il business, rafforzare una visione comune in tutti i mercati e rispondere a un contesto sempre più esigente. Antonio Zafra, General Counsel del Gruppo Codere, ripercorre i principali progressi di questa trasformazione, dal rafforzamento del modello di compliance all’introduzione dell’intelligenza artificiale, e analizza le sfide che segneranno i prossimi anni.
- Sei entrato in Codere nel marzo 2022. Come si sono evolute le funzioni Legal e Compliance in questo periodo e quali progressi metteresti in evidenza??
Sono stati anni molto intensi e, soprattutto, di costruzione. Quando sono arrivato, l’azienda disponeva di team in ciascun Paese, con una conoscenza del proprio business e del proprio regolatore. Ci siamo proposti di preservare questo punto di forza locale e, allo stesso tempo, di dotarci di un coordinamento globale da parte del Corporate che ci permettesse di agire come un gruppo, con criteri comuni e una visione condivisa.
Nella Compliance, il punto di svolta è stato la revisione profonda del modello che abbiamo realizzato nel 2023. Abbiamo mantenuto un sistema decentralizzato, in cui la funzione e la responsabilità risiedono in ciascun Paese e fanno parte della sua organizzazione, ma abbiamo introdotto la figura del Compliance Manager Corporate, oggi nella persona di Sylvia Ramírez, da cui dipendono funzionalmente i responsabili locali. Questo ci ha dato qualcosa che prima era più difficile raggiungere: omogeneità negli standard, scambio di buone pratiche e capacità di reazione congiunta.
Metterei in evidenza tre progressi: un modello di compliance più solido e riconosciuto anche esternamente, come dimostrano le certificazioni ISO 37301 di Uruguay e Spagna; una funzione legale molto più vicina al business, che accompagna le decisioni fin dall’inizio; e un impegno deciso a modernizzare il nostro modo di lavorare, compresa l’introduzione della tecnologia.
- Quando si parla di Legal e Compliance, spesso si pensa soltanto alla normativa o agli aspetti giuridici. Quali responsabilità fanno oggi parte di questa funzione?
È una percezione comprensibile, ma la realtà è molto più ampia. Naturalmente vigiliamo affinché l’azienda rispetti la normativa in tutte le giurisdizioni in cui opera, il che, in un settore così regolamentato come quello del gioco, è già di per sé una sfida enorme: licenze, prevenzione del riciclaggio di denaro, gioco responsabile o pubblicità, tra gli altri.
Inoltre affianchiamo le operazioni e il business; coordiniamo i consulenti esterni; e partecipiamo alla governance societaria delle diverse società del gruppo. Nella Compliance, il nostro lavoro comprende la prevenzione dei rischi penali, l’etica aziendale, il canale di segnalazione e la formazione dei team.
In definitiva, la nostra funzione è proteggere l’azienda e, al tempo stesso, fare in modo che il business avanzi in sicurezza. Non siamo l’ufficio del “no”, ma quello che aiuta a trovare il “come”.
- Gestire gli aspetti legali e di compliance in un’azienda internazionale significa convivere con normative e realtà molto diverse. Come affrontate questa sfida dalla vostra funzione?
La chiave sta nell’equilibrio tra locale e globale. Ogni Paese ha il proprio regolatore, la propria cultura giuridica e le proprie particolarità, e nessuno le conosce meglio dei team locali. Per questo manteniamo la funzione nei Paesi, con responsabili che hanno visibilità e riportano alla direzione locale e che fanno parte di quell’organizzazione.
Dal Corporate, il nostro ruolo è coordinare, fissare standard minimi comuni e creare un criterio di gruppo. Le riunioni periodiche tra il Corporate e i responsabili di ciascun Paese sono, in questo senso, fondamentali: ci permettono di condividere esperienze, anticipare i rischi e assicurare che, di fronte a situazioni simili, rispondiamo in modo coerente in tutto il gruppo.
Lavoriamo inoltre affinché le responsabilità di compliance abbiano un peso equivalente in tutti i Paesi, in modo che chi le assume disponga della posizione e dell’interlocuzione che la funzione richiede.

- Uruguay e Spagna hanno recentemente ottenuto la certificazione ISO 37301. Che cosa rappresenta questo traguardo per l’azienda e che cosa c’è dietro questo riconoscimento?
È un riconoscimento di cui siamo molto orgogliosi. La ISO 37301 è lo standard internazionale di riferimento per i sistemi di gestione della compliance, e ottenerla significa che un ente terzo indipendente ha verificato che il nostro modello non esiste solo sulla carta, ma funziona nella pratica: che identifichiamo e valutiamo i nostri rischi, che disponiamo di controlli efficaci, che formiamo le persone e che miglioriamo in modo continuo.
Dietro c’è molto lavoro dei team di Uruguay e Spagna, con il supporto del Corporate, e anche il coinvolgimento di molte aree del business che non appartengono alla Compliance ma che hanno contribuito in modo decisivo. È, inoltre, la dimostrazione che il modello che abbiamo rafforzato nel 2023 sta dando risultati.
Per l’azienda significa una maggiore fiducia da parte di regolatori, partner e investitori, e per noi è un punto di partenza: il riferimento che vogliamo estendere progressivamente agli altri Paesi.
- L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo di lavorare. Come possono le organizzazioni sfruttarne il potenziale garantendo al tempo stesso principi come l’etica, la trasparenza e la protezione dei dati?
L’intelligenza artificiale è un’opportunità straordinaria e non sfruttarla sarebbe un errore. Nell’area legale, ad esempio, stiamo già lavorando per introdurla nella revisione dei contratti, il che ci permette di dedicare più tempo alle attività a maggior valore aggiunto e di rispondere con più agilità al business.
Detto questo, va usata con criterio. Per farlo occorre partire da una governance chiara: sapere quali strumenti si utilizzano, per che cosa e con quali dati. È indispensabile che ci sia sempre una supervisione umana nelle decisioni rilevanti, che si protegga l’informazione personale e riservata e che siamo trasparenti su quando e come utilizziamo queste tecnologie. Nel nostro caso, inoltre, dobbiamo lavorare con metodologie e linee guida proprie che trasferiscono il nostro criterio allo strumento, in modo che l’IA lavori con le nostre regole e non il contrario.
Il quadro normativo, con in testa il Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale, va nella stessa direzione. Etica e innovazione non sono in contrasto; al contrario, la fiducia è ciò che permette all’innovazione di essere sostenibile.
- Quali sfide vedi all’orizzonte per l’area Legal e Compliance e su quali iniziative state ponendo particolare attenzione per affrontarle?
La prima sfida è l’evoluzione normativa stessa. Il settore del gioco è soggetto a cambiamenti costanti in tutti i nostri mercati, a cui si aggiungono nuovi requisiti in materia di intelligenza artificiale, protezione dei dati, sostenibilità o prevenzione del riciclaggio. Anticipare questi cambiamenti è essenziale.
La seconda è la trasformazione del nostro stesso modo di lavorare: essere più efficienti, fare leva sulla tecnologia e costruire processi scalabili che ci permettano di offrire un servizio migliore con le risorse disponibili.
Per affrontarle, stiamo ponendo l’attenzione sul continuare a consolidare il modello di compliance in tutti i Paesi, con la ISO 37301 come riferimento; sul progetto di trasformazione del team legale attraverso l’introduzione dell’intelligenza artificiale e di strumenti di gestione; e sullo sviluppo delle persone del team, che sono il nostro principale patrimonio.
- Per concludere, quale messaggio vorresti trasmettere ai collaboratori di Codere?
Che la Compliance è responsabilità di tutti. I team di Legal e Compliance ci sono per accompagnare, consigliare e aiutare, ma la cultura etica di un’azienda si costruisce nei comportamenti e nelle decisioni quotidiane di ciascuna persona.
Vi incoraggerei a coinvolgerci fin dall’inizio, quando un’iniziativa è ancora un’idea: è allora che possiamo dare il contributo maggiore. E, di fronte a qualsiasi dubbio o situazione che non vi sembri corretta, a parlare con il vostro responsabile della compliance o a utilizzare in piena fiducia.i canali disponibili
Desidero inoltre ringraziare per il lavoro i team di ciascun Paese e del Corporate, perché i progressi di questi anni sono frutto di questo lavoro congiunto. Questo è, proprio, il nostro risultato più grande: aver costruito una funzione che è locale nella sua vicinanza e globale nella sua visione.
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